Get Loud APS / Il manifesto
Terremoti
culturali.
Se il terreno non trema,
non stiamo camminando
abbastanza forte.

L’atmosfera
Cultura che
fa rumore.
Il tono
Il tono di GET LOUD deve essere tellurico, deve vibrare. L’obiettivo è trasformare la cultura da "oggetto da esporre" a "forza d’urto".
I punti come onde
Strutturato per punti che colpiscono come onde d'urto, e allo stesso tempo si propagano.
La cultura non è un salotto, è un cantiere
Rifiutiamo la contemplazione passiva. Per noi, leggere un libro o guardare un quadro non è un punto d'arrivo, ma l'innesco di un'azione.
Non siamo custodi di musei, siamo operai di idee. Se la cultura non sporca le mani e non cambia la strada sotto i piedi, non è cultura: è arredamento.
Strappare il silenzio, non alzare la voce
Essere "Loud" non significa urlare nel vuoto, ma rompere l'indifferenza con la precisione di un accordo distorto.
Vogliamo che il pensiero faccia rumore dove regna l'apatia. Usiamo la parola come martello per scrostare il grigio che ammanta alcuni luoghi e ambiti.
Dialogo tra epoche: il liceale e il maestro
Abbattiamo la gerarchia del "non hai ancora l'età". In GET LOUD, l'entusiasmo feroce di chi ha diciotto anni e l'esperienza di chi ha vissuto mille storie si fondono.
Non cerchiamo eredi, cerchiamo complici. La saggezza impara l’urgenza; l’urgenza impara la strategia.
Radici nel cemento, testa nel futuro
Il territorio non è un limite geografico, è il nostro corpo. Amiamo i nostri luoghi abbastanza da volerli scuotere.
Promuovere cultura significa riabitare le piazze, trasformare i marciapiedi in pagine aperte e le periferie in un epicentro di avanguardia.
L’impegno civile è un muscolo involontario
Non facciamo politica di partito, facciamo politica di cittadinanza. Avere cura significa accorgersi dell'altro.
La nostra resistenza è la curiosità; la nostra rivolta è l’approfondimento. In un mondo che corre in superficie, noi scegliamo di scavare.
Bellezza come attrito
La bellezza che cerchiamo non è rassicurante. È quella che crea attrito, che pone domande scomode, che ti costringe a fermarti.
Vogliamo una cultura che sia un "disturbo della quiete pubblica" per chi dorme il sonno della ragione.
Dalle idee all’azione
Quindi, che facciamo
(insieme)?
Siamo un crocevia di idee, esperienze, emozioni. Nasciamo a scuola ma la usiamo come punto di partenza, non di arrivo.
Incontrare. Ascoltare. Aprire mondi.
Invitiamo persone che hanno qualcosa da dire. Autori, esperti, artisti. Li mettiamo di fronte ad un pubblico, li suggestioniamo con domande e schiudiamo mondi. In questo senso, chi parla e chi ascolta si equivalgono, sono alla stessa altezza. Presentazione di libri, giornate a tema, festival. Siamo diretti verso un orizzonte che si allontana, e grazie ad esso camminiamo.
Un laboratorio continuo.
Vogliamo creare un luogo sia fisico sia digitale dove le arti albergano e si fondono. Non un magazzino, dove stipare lavori, ma un laboratorio continuo di idee e progetti. Racconti, fotografie, fumetti. Vogliamo essere i catalizzatori della vostra interiorità, perché crediamo che tutti si meritano, e bramano, cinque minuti di libertà.
Partecipare al cambiamento.
Vogliamo essere mediatori del mondo culturale, non derivativi. Ciò significa che vogliamo donare la nostra esperienza per migliorare attivamente un sistema forzato, troppo spesso, da interessi che esulano la bellezza, la pura contemplazione.

Un libro. Un quaderno. Una matita.
Get LOUD è quindi il posto adatto per tutte quelle persone che, se costrette a riparare in un’isola deserta, porterebbero con sé solo un libro, un quaderno e una matita, perché in fondo non avrebbero bisogno di nient’altro per vivere.
Get Loud.
Cultura che fa rumore.
Get Loud APS
